martedì 27 novembre 2012

Articolo 5. La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali;


 Art. 5. La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.

L’importanza di questo articolo è stata continuamente messa in forse: non solo dalla pretesa scissionista dei leghisti, ma anche dalla passiva ignavia di ben tre Presidenti della Repubblica (nell’ordine: Scalfaro, Ciampi e Napolitano) che, nel merito, non hanno affatto assunto il ruolo di supremi garanti, custodi e difensori della Carta, ma si sono acconciati a svolgere il ruolo passivo di notai e di foglie di fico per coprire le vergogne degli spergiuri che, nominati addirittura ministri, poi esortavano alla secessione e compivano atti eversivi e di vilipendio alla Bandiera cantando i versacci:

“E noi che siamo Padani (?!?)
abbiamo un sogno nel cuore,
bruciare il Tricolore,
bruciare il Tricolore…”

Una vergogna indelebile, ad onta dei sacrifici e dei martirii degli eroi del Risorgimento e ad offesa degli oltre 600 mila morti ed un milione e mezzo di feriti e mutilati della Prima Guerra Mondiale che completò il processo dell’’Unità d’Italia, iniziato nel Marzo 1821 e culminato quasi un secolo dopo il 4 Novembre del 1918.

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