Art.7. Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel
proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti
accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione
costituzionale.
Al di la delle tante polemiche suscitate da questo articolo
sull’opportunismo di Togliatti (specie da parte dei Socialisti ed Azionisti che
erano contrari), va chiarito che intanto si era nel 1947, a poco più di due
anni dalla fine di una guerra disastrosa e con qualche valenza persino di
guerra civile, e non si poteva certo dare l’avvio ad una guerra di religione,
che avrebbe spaccato il fronte unitario antifascista dei Padri Costituenti e quindi
fu giocoforza includervi anche il Concordato fascista, come hanno preteso ed
imposto le gerarchie dello Stato Vaticano, attraverso la strumentalizzazione e
la passiva posizione dei democristiani:
Ma se guardiamo bene l’affermazione di principio di questo articolo, sull’indipendenza e la sovranità reciproca, dobbiamo constatare che mentre lo Stato Italiano ha sempre rispettate entrambe, dato che mai si è permesso, non dico di ordinare, ma neppure di dare suggerimenti alla Chiesa circa il suo modo di organizzarsi, strutturarsi e predisporre i propri riti, non altrettanto hanno fatto le autorità curiali e clericali con le loro continue invasioni di campo, dalle campagne anticomuniste dal '48 in poi a quelle contro le leggi sul divorzio e sulla legge 194 che ha per titolo: “Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza”, ma che sbrigativamente e strumentalmente è stata degradata e fatta passare nella coscienza collettiva come “Legge sull’aborto”, fino all’ultima delle quali, proprio nei giorni scorsi, intervenendo sulla sentenza della Corte di Giustizia Europea in relazione alla Legge 40 su procreazione assistita e cellule staminali, e dopo che, barando al gioco democratico propugnando l’astensionismo al referendum per abrogarla, avevano fatto fallire tutto perché non si raggiunse il quorum.
Ma se guardiamo bene l’affermazione di principio di questo articolo, sull’indipendenza e la sovranità reciproca, dobbiamo constatare che mentre lo Stato Italiano ha sempre rispettate entrambe, dato che mai si è permesso, non dico di ordinare, ma neppure di dare suggerimenti alla Chiesa circa il suo modo di organizzarsi, strutturarsi e predisporre i propri riti, non altrettanto hanno fatto le autorità curiali e clericali con le loro continue invasioni di campo, dalle campagne anticomuniste dal '48 in poi a quelle contro le leggi sul divorzio e sulla legge 194 che ha per titolo: “Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza”, ma che sbrigativamente e strumentalmente è stata degradata e fatta passare nella coscienza collettiva come “Legge sull’aborto”, fino all’ultima delle quali, proprio nei giorni scorsi, intervenendo sulla sentenza della Corte di Giustizia Europea in relazione alla Legge 40 su procreazione assistita e cellule staminali, e dopo che, barando al gioco democratico propugnando l’astensionismo al referendum per abrogarla, avevano fatto fallire tutto perché non si raggiunse il quorum.
E se è vero che poi l’articolo in questione prosegue con:"... I loro rapporti sono
regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due
parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale” però,
essendo questa la premessa minore, non può in alcun modo abrogare quanto
stabilito nella premessa maggiore, come spiegato tanto chiaramente dal Prof.
Michele Ainis, docente di Istituzione di Diritto Pubblico all'Università di
Roma 3, nel suo libro "Chiesa padrona. Un falso giuridico, dai Patti
Lateranensi ad oggi.", in cui spiega per filo e per segno tutti gli
strappi costituzionali effettuati dalle gerarchie clericali e quanto ci siano costati
in termini anche economici dal 1938 (data dell'approvazione dei Patti) fino ad
oggi.
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