giovedì 22 novembre 2012

Anteprima


Iniziamo ad illustrare e commentare la Costituzione, tenuta purtroppo nascosta ed imbalsamata da ormai quasi un sessantacinquennio, mentre dobbiamo divulgarla e portarla a conoscenza di tutti (perché, per esperienza, più la si conosce e più la si ama), in maniera da poterla difendere e salvare da ogni attacco, manomissione e tentativi eversivi di abrogazione, che sempre più agitano la classe dei politicanti che ci governano, così da metterli in condizione di non nuocere e nel contempo per metterci in grado, essendo  consapevoli dei nostri diritti e dei nostri doveri, di lottare affinché finalmente quei principi espressi vengano rispettati ed applicati. Credo che a tale scopo si attaglino bene alcuni aforismi, attribuiti a Thomas Jefferson, che non era un terrorista e neppure un “feroce bolscevico”, ma solo un patriota rivoluzionario democratico statunitense, cofirmatario assieme a John Adams e Benjiamin Franklin, della Dichiarazione d’Indipendenza e della successiva Costituzione degli Stati Uniti d'America, di cui divenne il terzo Presidente.
Egli diceva: "Non riconosco nessun'altra sovranità se non quella del popolo stesso. E se riteniamo che il popolo non sia abbastanza preparato,  la soluzione non sta nel sottrargliela, ma nell’educarlo ad usarla”. E, citazione per citazione, affermava anche: "E’ solo l'errore che ha bisogno del sostegno del governo. La verità si regge da sola.", aggiungendo che : "Non sono i popoli a dover temere i Governi, ma sono i Governi a dover temere i popoli", proseguendo con: "Quando la stampa è libera ed i cittadini capaci di leggere, tutto è sicuro", ed infine concludeva con: "Se uno si aspetta di essere libero, rimanendo ignorante, si aspetta qualcosa che mai non è stato e mai non sarà”.
E proprio di pressante attualità, nel marasma attuale in cui ci hanno cacciati ed in cui ci siamo per nostra colpevole ignoranza ed ignavia lasciati cacciare, concluderei con:
“Nelle questioni del potere, non si parli più di fiducia nell'uomo, ma si vincoli quest'ultimo, contro il mal fare, con le catene della Costituzione.”
Guarda caso di quella Costituzione che gli attuali politicanti intendono, appunto, manomettere per non essere saldamente vincolati dalle regole contro il malaffare, tanto che non riescono a fare neppure una legge contro la corruzione come se già non bastassero le leggi esistenti (dato che non mi risulta che ci sia qualche legge pro corruzione), e che sarebbe bastato il rispetto e l’applicazione dell’art. 28 della stessa per evitare sia Tangentopoli che le conseguenti Mani pulite e tutte le “opoli” successive annesse e connesse, dato che l'articolo in questione sancisce che: “I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.”

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