sabato 24 novembre 2012

Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale ...


 Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

La valenza di questo art.,  va sottolineato non sta tanto nell’affermazione del primo comma, peraltro comune a tutte le C. democratiche, quanto nel successivo in cui, prendendo atto che la premessa sarebbe irrealizzabile stanti le troppo disparità e sperequazioni, esistenti, affida alla Repubblica il compito: “… rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.“, e questo potrà avvenire solo se si darà corso a quella “Giustizia sociale”,  di cui ormai oggi purtroppo nessuno più ne parla e si costruisce,  assieme alla Democrazia politica che è solo formale, anche una Democrazia economica, concreta e sostanziale.
Ed infine una cosa da chiedere  sempre,  nell’impatto con le Istituzioni, siano esse periferiche o centrali ed al burocrate che in quel momento le rappresenta, è come mai,  mentre la C, sancisce che: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli ….”, sono proprio loro che gli ostacoli,  piuttosto che rimuoverli li frappongono a iosa?

 

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